I contest, le associazioni e i ballerini al saggio di danza.

 

Aspettate... Vi dico subito che questo non è un altro articolo contro i contest e le associazioni tipiche dei Fotosauri che passano le giornate a criticare questo e quell'altro mondo senza rendersi conto che adattarsi ai tempi è vitale in qualsiasi ambito.

A dire la verità, odio le critiche senza dare alcuno spunto di riflessione e possibili soluzioni: essere critici ad ogni costo non vi rende fighi. La critica forse è diventata paradossalmente pure uno strumento di marketing inseguendo la chimera dell'anticonformismo e dell'IO sono diverso da questi quattro stronzi. Bah ! Ognuno fa e dice ciò che vuole. 

La mia riflessione del giorno volge a favore di tutto quello che può nascere dietro questi appuntamenti, dove se lo spirito è quello giusto, non si può fare altro che crescere.

Lo dico nonostante io in prima persona sia davvero pessimo nella gestione di tutto questo, dimentico le scadenze, non sono un "associazionista", mando progetti a metà, non partecipo a tanti meeting, questo non per disinteresse ma per priorità.

Dicevo dello spirito giusto, prendo l'esempio del ballerino ad un saggio di danza: ogni ballerino vuole fare bella figura, per se stesso e per chi lo guarda. E' quindi giusto allenarsi e presentarsi nella migliore condizione possibile, in fin dei conti è il risultato di un anno di passione per quello che si fa...

Ma, quello che potrebbe accadere è che ogni tanto tale ballerino perda di vista che si tratta appunto di un saggio di danza e non di una performance alla Scala di Milano, ne' tantomeno al Bolshoi moscovita. 

Credo e non me ne voglia nessuno ovviamente, che a volte anche noi perdiamo di vista quest'aspetto.  Perché la fotografia è davvero un'altra cosa, Quello che facciamo richiede impegno, sacrificio e studio e quindi stra-umano ricercare consensi e gratificazioni, ma non bisogna mai perdere di vista la realtà... in fin dei conti... siamo solo ballerini ad un saggio di danza.